COS’È E COME FUNZIONA IL FOCUS?

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faro occhio di bue che illumina una parte

In questo articolo analizzeremo come funziona il focus e cos’è il S.A.R., ovvero lo strumento che lo fa funzionare.

Si sente sempre più spesso parlare, sia nel mondo sportivo che in quello di tutti i giorni, di focus, di dove indirizzi il tuo focus, di come ti focalizzi su qualcosa, ecc.

Cos’è questo focus mentale di cui stiamo parlando?

È la capacità di concentrare la propria attenzione, mettendo il resto sullo sfondo.

Quando facciamo questo attiviamo il S.A.R,. Sistema Attivante Reticolare, che è un meccanismo del nostro cervello che ci permette di dare priorità e attenzione focalizzata su determinate cose, proprio come un teleobiettivo che mette a fuoco un particolare, sfocando tutto il resto.

Quello su cui ci concentriamo è la nostra realtà soggettiva.

Anche questo è un meccanismo preziosissimo per ottimizzare tutta la valanga di informazioni che ci pervengono attraverso i sensi.

Per esempio, quando decido di comprarmi una macchina e mi oriento su un modello, scoprirò che in circolazione ci sono tante macchine di quel tipo di cui fino ad ora non avevo registrato l’esistenza.

I miei occhi guardavano, ma il mio cervello non ne aveva registrata la presenza, perché il mio S.A.R. aveva deciso che erano informazioni che non servivano.

Il S.A.R. è il meccanismo che ti permette di leggere in una sala d’aspetto e restare inconsapevolmente vigile per sentire quando chiamano i numeri, continuando a non prestare attenzione quando la voce chiama i nomi dei dottori.

È quello che permette ad un atleta di fare la sua gara, di eseguire un servizio, di realizzare il tiro libero senza sentire quello che viene detto dagli spalti, mentre ascolta quello che gli sta dicendo l’allenatore.

Il S.A.R. è in grado, data una miriade di informazioni e stimoli presi tutti in contemporanea, di capire, senza che tu ti debba preoccupare consapevolmente, qual è l’informazione che fa per te e quale non fa per te.

Il S.A.R,. quindi, seleziona le informazioni in base a “ciò che ritiene giusto in quel momento”.

In base a cosa?

Ai programmi mentali che, in base alle tue convinzioni ed esperienze, alle tue mappe, inconsapevolmente hai installato nella tua mente

Tutto questo fatto, unito al fatto che il S.A.R. è sempre attivo nella tua mente, è contemporaneamente il tuo più grande problema, ma anche la tua più grande opportunità.

Il problema, infatti, si pone quando il S.A.R. è stato “settato male”, in modo disfunzionale.

Come per la macchina da acquistare di prima, se io tendo a concentrarmi sul problema piuttosto che sulla soluzione, vedrò solo problemi.

Mentre se sono settato sulla ricerca della soluzione, di fronte a un problema, orienterò subito il mio focus sulle soluzioni possibili.

E anche se il primo tentativo non dovesse essere soddisfacente, ne farò un altro e un altro ancora e così via.

Se mi convinco che è una giornata sfortunata, non terrò conto delle cose positive ma mi concentrerò solo su quelle negative.

È la profezia auto avverante!!!

Ma non è la realtà, è il mio focus che, come un occhio di bue sparato nel buio, illumina solo una parte, lasciando tutto il resto nella completa oscurità.

Chi ci segue avrà letto l’articolo sul “NON”.

Se io allenatore dico ad un mio atleta: “stai attento a non cadere”, il suo cervello comincerà a mandargli immagini e sensazioni di cadute, perché, come abbiamo letto, il nostro cervello non riconosce la negazione.

A questo punto, secondo voi il suo S.A.R. su cosa si attiverà?

Su tutto quello che può portare ad una caduta che lui quindi vuole evitare, oppure sul movimento fluido, sulla sensazione, che lui dovrebbe volontariamente andare a cercare, di andare via tranquillo?

Ad un giocatore sulla linea del tiro libero gli dite: “Non sbagliare”.

Il suo S.A.R., il suo occhio di bue, cosa illuminerà?

Il NON è un esempio di dialogo esteriore, che può anche essere interiore, disfunzionale che induce una cattiva programmazione del S.A.R., una focalizzazione non utile.

La nostra mente è come un motore di ricerca.

Se noi in Google digitiamo: disastro e cerchiamo le immagini, Google ci restituirà solo immagini di disastri.

Se, invece, digitiamo felicità ci restituirà solo immagini belle, allegre.

Questo ci dimostra che noi possiamo programmare il nostro focus attentivo.

Anche questo argomento viene ampiamente trattato nel nostro progetto “ALLENARE GLI ALLENATORI AD ALLENARE” rivolto agli allenatori e alle Società sportive.

Articolo di Bruno Sbicego e Antonella Brugnoli

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